Piero Chiara

Biografie şi Bibliografie

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Piero Chiara (all'anagrafe Pierino Chiara; Luino, 23 marzo 1913 – Varese, 31 dicembre 1986) è stato uno scrittore italiano.

A lui è dedicato il Premio letterario Piero Chiara, istituito nel 1989 dal comune di Varese.

Piero Chiara nacque nel 1913 a Luino, nel 1929 ottenne il diploma di licenza complementare e in verità completò la propria formazione culturale da autodidatta. Per accontentare i famigliari, trovò un impiego nella magistratura come "aiutante di cancelleria". Nonostante il suo disinteressamento alla politica, fu costretto a fuggire in Svizzera (in seguito ad un ordine di cattura emesso dal Tribunale Speciale Fascista per aver messo, il 25 luglio 1943 alla caduta del Fascismo, il busto di Mussolini nella gabbia degli imputati del tribunale in cui lavorava). Qui visse in alcuni campi in cui venivano internati i rifugiati italiani. Finita la guerra, insegnò lettere al liceo italiano e l'anno dopo tornò in Italia.

Inizia un periodo di fervida inventiva e continua creatività.

Nel 1970 Piero Chiara ha un ruolo di attore in Venga a prendere il caffè da noi, film diretto da Alberto Lattuada e interpretato da Ugo Tognazzi, tratto dal suo romanzo del 1964 La spartizione, per il quale collabora anche alla sceneggiatura.

Il suo successo culmina nel 1976 con il capolavoro La stanza del vescovo che diventerà immediatamente un film di grande successo diretto da Dino Risi e interpretato anch'esso da Ugo Tognazzi, insieme a Ornella Muti.

Spesso appare come comparsa o recitando in piccole parti nei film tratti dai suoi romanzi, per esempio proprio come cancelliere del tribunale in "La stanza del Vescovo".

Morirà dieci anni dopo, a Varese, dopo aver anche ricoperto numerosi incarichi nel Partito Liberale Italiano anche a livello nazionale , fu inoltre affiliato alla Massoneria nelle logge di Varese, Milano e Como (cfr. Vittorio Gnocchini "L'Italia dei Liberi Muratori" Erasmo Editore pag. 71).

Piero Chiara è il poeta delle piccole storie del "grande lago" che spesso fa da palcoscenico ai suoi brevi ed illuminanti racconti. Narra le piccolezze della vita di provincia con quello stile mai insipido, sempre venato di arguzia, di ironia, a tratti di un sottile e malinconico umorismo, e sempre capace di cogliere nel quotidiano l'essenza, ormai dimenticata, della vita.

Paragonato spesso al collega Giovannino Guareschi, narratore della bassa padana, Chiara dipinge i tratti della vita dell'alta Lombardia e dei cantoni svizzeri: una vita di frontiera, fatta di spalloni e contrabbandieri, briganti e fuggiaschi, ma soprattutto della piccola borghesia e di personaggi quotidiani.

Amante del biliardo e dell'ozio, molti personaggi saranno in parte autobiografici. Così scopriremo gli altarini del pretore di provincia o della moglie del commercialista che si fa curare dal medico del paese. Storielle ben narrate, che scorrono veloci tra le righe, talmente ben congegnate, che non ci persuadono non esser vere. Nei suoi libri non è importante solo la descrizione dei luoghi ma anche (e soprattutto) l'indagine psicologica dei personaggi, la capacità di metterne in evidenza vizi e virtù con un sorriso ironico, spregiudicato ma mai irrispettoso. Il segreto di Chiara è nella sua capacità di raccontare, nella scelta di argomenti anche "scabrosi" (l'omicidio, l'adulterio, l'ossessione erotica) senza mai cedere a compiacimenti volgari: Chiara descrive caratteri e situazioni, non indulge a cedimenti morbosi. Traspare dalle sue pagine un senso di nostalgia che non è un patetico desiderio di tornare indietro (come in Guareschi), ma la disincantata consapevolezza che questo ritorno non è realizzabile. L'amarezza dello scrittore emerge soprattutto nelle ultime opere, da "Il cappotto di astrakan" a "Vedrò Singapore?" (libro irrinunciabile, necessario per conoscere e ammirare Chiara), fino al postumo "Saluti notturni dal Passo della Cisa", disillusa storia di provincia ispirata a un fatto di cronaca.

Chiara, oltre che uno scrittore di grande successo, fu uno dei più noti studiosi della vita e delle opere dello scrittore e avventuriero Giacomo Casanova. Pubblicò molti scritti sull'argomento che raccolse poi nel libro “Il vero Casanova” (1977). Curò, per Mondadori, la prima edizione integrale, basata sul manoscritto originale, dell'opera autobiografica del Casanova: Histoire de ma vie. Scrisse anche la sceneggiatura dell'edizione televisiva (1980) dell'opera di Arthur Schnitzler Il ritorno di Casanova.

Cronologia delle opere

    * Incantavi, Edizioni di Poschiavo, 1945
    * Itinerario svizzero, Edizioni del "Giornale del Popolo", 1950
    * Quarta generazione, Editore Magenta, 1954
    * Dolore del tempo, Rebellato, 1959
    * Il piatto piange, Mondadori, 1962
    * Mi fo coraggio da me, Scheiwiller, 1963
    * La spartizione, Mondadori, 1964
    * Con la faccia per terra, Vallecchi, 1965
    * Ti sento Giuditta, Scheiwiller, 1965
    * Il povero Turati, Sommaruga, 1966
    * I ladri, Scheiwiller, 1967
    * Il balordo, Mondadori, 1967 (da cui è stato tratto lo sceneggiato televisivo RAI del 1978 Il balordo)
    * L'uovo al cianuro e altre storie, Mondadori, 1969
    * I giovedì della signora Giulia, Mondadori, 1970
    * Un turco tra noi, Scheiwiller, 1970
    * Ella, signor giudice, Scheiwiller, 1971
    * Il pretore di Cuvio, Mondadori, 1973
    * Sotto la Sua mano, Mondadori, 1974, pp. 168
    * La stanza del vescovo, Mondadori, 1976
    * Il vero Casanova, Mursia 1977
    * Le corna del diavolo e altri racconti, Mondadori, 1977, pp. 202
    * Il cappotto di astrakan, Mondadori, 1978
    * Vita di Gabriele D'Annunzio, Mondadori, 1978
    * La macchina volante, Lisciani e Zampetti, 1978
    * Una spina nel cuore, Mondadori, 1979
    * I re magi ad Astano, Grandini, 1979
    * Ora ti conto un fatto, Mondadori, 1980
    * Le avventure di Pierino al mercato di Luino, Mondadori, 1980
    * Vedrò Singapore?, Mondadori, 1981, pp. 240
    * Helvetia salve!, Casagrande, 1981
    * I popoli chi nato sia non sanno, Benincasa, 1981
    * Viva Migliavacca e altri 12 racconti, Mondadori, 1982, pp. 264
    * Arcipelago Malpaga, Alberti, 1982, pp. 24
    * 40 storie di Piero Chiara negli elzeviri del "Corriere", Mondadori, 1983
    * Il "Decameron" in 10 novelle, Mondadori, 1984
    * Una storia italiana. Il caso Leone, Sperling & Kupfer, 1985, pp. 136
    * Prato nella vita e nell'arte di Gabriele D'Annunzio, Edizioni del Palazzo, 1985
    * Il capostazione di Casalino e altri 15 racconti, Mondadori, 1986, pp. 274
    * Saluti notturni dal passo della Cisa, Mondadori, 1987, pp. 180
    * La povera Iride, Benincasa, 1987
    * Pierino non farne più!, Mondadori, 1987
    * Racconto di Natale, Benincasa, 1987
    * Gli anni e i giorni, Studio Tesi, 1988, pp. 261
    * Di casa in casa, la vita, Mondadori, 1988, pp. 212
    * Fatti e misfatti, Mondadori, 1988
    * Tre racconti, Boetti e C., 1989
    * Sale e tabacchi, Mondadori, 1989
    * Il meglio dei racconti di Piero Chiara, Mondadori, 1989, pp. 336
    * Le avventure di Pierino, Mondadori, 1990, pp. 192
    * Storie di Pierino, Edizioni Scolastiche Juvenilia, 1994, pp. 112
    * Tre racconti, Mondadori, 1995, pp. 176
    * Elogio del vino, Avagliano, 1995, pp. 16
    * I luoghi, Studio Tesi, 1995, pp. 112
    * Il bombardino del signor Camillo, Mondadori, pp. 170

Cărti de Piero Chiara


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